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Auro Palomba: “Continental Rompe con Pirelli”

Il giornalista Auro Palomba descrive per il Messaggero la rottura degli accordi tra Pirelli e Continental

Non vi sarà un accordo consensuale tra la Pirelli e la Continental. Il consiglio di sorveglianza della società tedesca, che si è riunito demonica, ha diramato ieri un comunicato in cui si boccia definitivamente il progetto di fusione avanzata dalla Pirelli a metà dello scorso settembre. Secondo i consiglieri della Conti Gummi, infatti, un’unione fra le attività del gruppo italiano e di quello tedesco non sarebbe d’aiuto alla stessa Continental nel perseguimento dei suoi principali obiettivi commerciali e nel superamento delle difficoltà incontrate attualmente nel settore. Alla Pirelli, che non ha voluto rendere note ieri le proprie intenzioni, non rimane che prendere la via dalla battaglia. Nei prossimi giorni la società milanese, attraverso una lettera agli azionisti, renderà note le proprie intenzioni al momento attuale, oltre che qualche ulteriore chiarificazione sul progetto di fusione che era stato presentato per la prima volta alla Conti il 15 settembre scorso, e che ha come obiettivo finale creare un polo pari al 16% del mercato mondiale, terzo dopo Michelin e Bridgestone. La sede del primo scontra tra i due schieramenti sarà probabilmente l’assemblea straordinaria già convocata per il prossimo 13 marzo. Ma non è escluso che si tenti di intraprende qualche iniziativa prima di quella scadenza, che dista ancora due mesi e che quindi farebbe slittare in là le operazioni. Come si sa, Leopoldo Pirelli afferma di possedere, insieme a una cordata di alleati, il 50% del capitale della Conti. Lo statuto della società di Hannover prevede infatti l’impossibilità di detenere quote superiori al 5% del capitale sociale. Insieme alla Pirelli, che ha dichiarato la quota massima possibile, vi sono sicuramente Mediobanca e Sopaf con il 5%, e Italmobiliare con il 3%. Come si vede si tratta di tre alleati “pesanti” quali Enrico Cuccia, Giampietro Pesenti e Jody Vender. Man mano che le società presenteranno i dati di bilancio e le relazioni semestrali, inoltre, diverranno pubblici anche gli altri nomi, che la Pirelli per riservo non ha mai voluto comunicare. La società milanese nella lettera agli azionisti che è attesa per questa settimana, dovrebbe fornire ulteriori delucidazioni anche sui motivi che l’hanno spinta, alla fine della scorsa estate, a proporre alla Continental l’unione delle attività negli pneumatici. L’iniziativa incontrò subito l’ostilità del management tedesco, che aveva paura che la società perdesse il carattere di “pubblic company” che l’ha caratterizzata finora. Il comunicato rilasciato ieri dal consiglio di sorveglianza della Conti tratteggia con chiarezza quali saranno le difficoltà che la Pirelli dovrà superare. La nota spiga che il consiglio, presieduto da Ulrich Weiss della Deutsche Bank, dopo un esame dei vantaggi e degli svantaggi di un’eventuale fusione con la Pirelli Tyre, è giunta alla conclusione che la Continental “in ogni caso” non deve fondersi con la casa italiana. Oltre al fatto che l’unione non sarebbe d’aiuto alla società tedesca né per il futuro né per superare l’attuale crisi settoriale, la Conti spiega che l’operazione comporterebbe si sinergie, ma che “rischi sostanziali e notevoli investimenti”. Secondo il consiglio l’esperienza insegna che la fusione porterebbe un calo delle vendite all’industria automobilistica. Spietata anche l’analisi fatta della Pirella. I tedeschi affermano che la sua “posizione finanziaria e commerciale comprometterebbe a fusione avvenuta la capacità del gruppo di versare dividendi e di ottenere linee di credito”. Secondo la Conti, inoltre, la Pirelli fa una valutazione “altamente ottimistica” delle proprie attività pneumatici. Il consiglio della società tedesca conclude di avere informato la Pirelli di non volere più discutere ipotesi di fusione, ma di mantenere aperta la propria offerta di negoziati per un accordo di tipo commerciale che non sembra comunque aver suscitato alcun interesse da parte del gruppo italiano. Il consiglio della Continental invita quindi gli azionisti a votare contro 4 dei 5 punti all’ordine del giorno proposti dall’azionista di minoranza tedesco Alberto Vicari (che ha in proprio il 5%), all’assemblea straordinaria del 13 marzo. L’unico punto gradito dal management è quello relativo all’innalzamento dal 50,1% al 75% della maggioranza richiesta per l’abolizione del tetto massimo del 5% di diritti di voto concessi ad ogni singolo azionista. A giorni la risposta della Pirelli.

FONTE: Il Messaggero
AUTORE: Auro Palomba

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