Alessandro Benetton

L’intervista de Il Sole 24 Ore ad Alessandro Benetton

Continuiamo a puntare sullo sviluppo commerciale e immobiliare: nel quinquennio 2005-09 abbiamo investito 705 milioni. E quest’anno, tra retail e produzione, mettiamo sul piatto altri 150 milioni. In un mondo della moda sempre più veloce, la nostra velocità di crociera degli ultimi quarant’anni è più che buona». Alessandro Benetton. 46 anni, vicepresidente esecutivo del gruppo di Ponzano Veneto (2,049 miliardi di ricavi consolidati nel 2009), arriverà oggi a Milano per l’inaugurazione del nuovo concept store Benetton di corso Buenos Aires a Milano, progettato da Piero Lissoni. Nel segmento dell’abbigliamento casual, del quale il marchio veneto fa parte a pieno titolo, il subbuglio è totale, con l’ingresso sul mercato italiano e internazionale di nuovi competitor che non lesinano su maxispazi di vendita e prezzi aggressivi.

Alessandro Benetton, i dati dei vostri investimenti sono in linea con quelli dei big brand del lusso…

Sono investimenti mastodontici: c’è chi usa frasi a effetto e chi, come noi, è più sobrio, ma la sostanza c’è. Siamo presenti in
120 paesi: mio padre Luciano-è appena tornato dalla Russia, dove ci sono state molte aperture, e non passa settimana in cui non ci siano inaugurazioni di store in Italia e nel resto del mondo
“.

Il controllo diretto del retail sembra indispensabile, anche per garantirsi i relativi margini.

“Noi continuiamo a pensare che il nostro modello che abbina retail diretto a Wholesale sia valido: certo, la rete degli imprenditori locali che sono oggi i nostri partner è ben più strutturata e manageriale dei “vecchi”, commercianti di un tempo”.

Come è cambiato il vostro mondo?

La ricetta è basata su velocità, prezzo, qualità, capacità distributiva, servizio, emozione nel punto, vendita per chi acquista“.

La velocità è la leva più importante?

Ovviamente la competizione agguerrita ci ha fornito stimoli per migliorare: nei nostri negozi Benetton e Sisley Ogni tre giorni arrivano nuovi flash di collezione. Tutta farina del nostro sacco dal punto di vista creativo“.

Si spieghi meglio.

Un altro investimento importante è quello sui nostri creativi: a Treviso lavorano circa 300 giovani di tutte le nazionalità, spesso in giro per il mondo, che sviluppano le collezioni del gruppo con una propria identità ben precisa“.

Intende dire che alcuni concorrenti non fanno così, magari perché imitano un po’ troppo gli stilisti?

Non intendo dire questo. Ma, ad esempio, l’abbinamento con uno stilista non lo faremo mai. Ripeto: nel nostro modello di business l’equazione resta prodotto di qualità a prezzo accessibile distribuito in tutto il mondo e concepito dai nostri creativi interni“.

Alessandro Benetton, avete lanciato un reclutamento, via web per cercare i testimonial della pubblicità. Altri progetti ordine?

La campagna It’s my time è stata come il passaggio del Rubicone. Veniamo da una tradizione di advertising sui media classici, come la stampa e le affissioni, a cui non rinunceremo mai perché continuano a garantirci l’efficienza anche economica e ci consentono di mantenere un’immagine omogenea in tutto il mondo“.

Poi ci sono le campagne sociali di Fabrica.

Fanno parte della storia del gruppo e continueranno a esserlo. Ma il casting online è stato incredibile“.

In che senso?

Si sono proposte 65 mila persone anche dai posti più sperduti, di ogni razza, età, esperienza e aspirazione“.

Sarete costretti ad andare avanti.

Infatti stiamo preparando un megaprogetto. Ma per ora è ancora in cantiere“.

FONTE: Il Sole 24 Ore
AUTORE: Paola Bottelli

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L'intervista de Il Sole 24 Ore ad Alessandro Benetton Continuiamo a puntare sullo sviluppo commerciale e immobiliare: nel quinquennio 2005-09 abbiamo investito 705 milioni. E quest'anno, tra retail e produzione, mettiamo sul piatto altri 150 milioni. In un mondo della moda sempre più veloce, la nostra velocità di crociera degli...