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Alice Carli: l’arte di innovare e crescere nel mondo manageriale in evoluzione

Nel mondo frenetico e in costante evoluzione di oggi, l’innovazione è diventata una parola chiave per il successo aziendale. Manager con oltre 20 anni di esperienza nel settore della moda, del lusso e del lifestyle, Alice Carli ha condiviso, in una recente intervista, la sua visione sull’innovazione manageriale e il significato di essere un manager innovativo in un contesto competitivo e in continua evoluzione.

Oggi è fondamentale avere una managerialità solida e aperta al cambiamento: in un mondo caratterizzato da una competizione agguerrita, la capacità di adattarsi rapidamente e di abbracciare il cambiamento è cruciale per l’innovazione. Essere innovativi, secondo la manager, richiede creatività non solo nel pensiero, ma anche nella gestione progettuale e delle risorse umane. Questo esige una curiosità incessante e la volontà di pensare al di fuori degli schemi convenzionali e conoscere, al contempo, non solo il proprio settore ma anche altre industrie. “Serve una solida conoscenza del terreno di gioco in cui si è, una forte intuizione e la capacità di rischiare. Innovare significa evolvere, cambiare”, ha specificato. Bisogna essere consapevoli che ciò che ha funzionato in passato potrebbe non funzionare in futuro. In altre parole, l’innovazione richiede di “lasciar andare” le vecchie pratiche per poter avanzare.

Visione, pensiero creativo e determinazione o adattabilità sono gli aggettivi che meglio rispecchiano il suo ruolo di manager: ma Alice Carli preferisce che siano le persone con cui ha collaborato e con cui lavora attualmente a parlare della sua tipologia di leadership.

Alla domanda “perché nel 2023 parlare di inclusività le sembra fuori luogo, considerando che già quando era in Furla erano presenti 14 nazionalità diverse?”, la manager risponde: “Per me come persona e come manager non ci sono mai stati motivi per dover incasellare un essere umano in una casella e un altro in un’altra”. Oltre 12 anni fa in Furla, la gestione di un team composto da 14 nazionalità diverse ha creato “un melting pot di condivisione di culture e di punti di vista” che ha portato valore aggiunto. “Oggi per il mercato è inclusività – sottolinea Alice CarliPer me è sempre stato umanamente ovvio e managerialmente strategico. Non visionario. Normale”.

La manager parla anche di “presa di coscienza” e di come questa abbia influenzato le sue decisioni e il suo approccio al lavoro. La presa di coscienza è un segno di autocritica e di apertura all’ascolto di punti di vista diversi. È la capacità di riconoscere i propri successi e i propri fallimenti in modo obiettivo. La sua decisione di intraprendere un MBA alla Harvard BS online a 39 anni rappresenta una manifestazione tangibile della sua volontà di rimettersi in gioco e migliorare. “Io ho un profilo che ama le sfide, che alza sempre l’asticella dei propri traguardi – ha specificato – ma negli anni ho imparato a essere più realistica e oggettiva, consapevole dei propri punti di forza e di quelli su cui lavorare”.

L’intervista ha quindi toccato il tema dell’equilibrio tra rischio e innovazione. Per Alice Carli, il rischio è un elemento essenziale per l’innovazione: senza il coraggio di affrontare il rischio, le aziende possono rimanere in un loop di ripetizione di modelli esistenti. “Il suo impatto dovrebbe sempre essere considerato – specifica – ma di certo non percepito come barriera od ostacolo per non progettare innovazioni”.

Un esempio tangibile del suo approccio è stato il lancio delle Candy Bag di Furla in collaborazione con Chiara Ferragni. Nonostante all’epoca fosse una scelta non convenzionale e avanguardistica, Alice Carli e il suo team hanno avuto il coraggio di intraprendere questa strada. La collaborazione è stata un successo incredibile e ha dimostrato come l’innovazione possa portare risultati sorprendenti quando si è disposti a prendere dei rischi. La manager ricorda le lunghe riunioni in cui sembrava che il suo progetto fosse “troppo d’avanguardia” per un mercato che “ancora non era pronto”. Tuttavia, il coraggio di sfidare il tradizionale ha portato a un successo sorprendente.

Un altro esempio è stato il lancio di GAIT-TECH S.r.l., una startup che ha sviluppato un dispositivo di biomeccanica per chi indossa tacchi alti. Alice Carli ha proposto di presentare il progetto al CES di Las Vegas, un contesto completamente diverso dai tradizionali eventi di moda. La sua coerenza nel posizionare il progetto in un ambito innovativo e la sua determinazione nel portare avanti questa decisione audace hanno portato a un successo straordinario. Il progetto si è distinto proprio perché è stato il primo legato al benessere della moda a essere presentato in un contesto di innovazione tecnologica e intelligenza artificiale a Las Vegas. Il rischio, sottolinea la manager, premia quando è bilanciato da un’innovazione basata su studi e analisi approfondite.

L’intervista si conclude quindi con un focus sulle radici culturali e sulla crescita personale di Alice Carli: benché provenga da una famiglia con una predominanza di background in medicina e biologia, ha seguito una strada molto diversa. Nonostante questa diversità, ha ereditato dai suoi genitori quattro caratteristiche fondamentali: l’amore per i viaggi, la creatività, lo sport e la passione per la lettura. In particolare, la lettura di storie di leadership e di persone che hanno affrontato sfide significative, ha svolto un ruolo chiave nella sua formazione come manager. Ha cercato costantemente modelli di riferimento, spesso persone più anziane e più esperte, per imparare competenze manageriali e ottenere consigli preziosi. Queste connessioni non sono rimaste solo professionali, ma sono diventate amicizie durature. “È anche grazie alla loro saggezza, che so di non essere sola in un mare di squali sorridenti – conclude Alice Carli so di avere loro che mi guardano mentre “sto giocando” ma soprattutto so che non mi impedirebbero di sbagliare, ma mi darebbero gli strumenti per rialzarmi e riflettere”.

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