Uscito nell’agosto del 2014, l’articolo pubblicato da Bernardo Bertoldi su Il Sole 24 Ore inquadra ad alti livelli la discussione intorno al tema del voto multiplo nell’ottica di un mercato finanziario mondiale profondamente cambiato rispetto ai decenni passati e di una utilità di fondo per il nostro Sistema Paese, più che in altri contesti esteri. Per quanto concerne il primo fattore, l’inarrestabile capitalizzazione delle borse mondiali dal 1980 in poi è stata conseguenza della fine del gold standard e della stampa di quantità sempre più elevate di moneta da parte delle banche centrali. A ciò si è aggiunta una crescente importanza degli investitori professionali, sempre più presenti nella gestione di depositi ed investimenti e condizionati da orizzonti di investimento che si sono ridotti di oltre l’85% negli ultimi tre decenni. Il capitalismo manageriale degli anni ’80 si è evoluto in capitalismo degli azionisti. Il sistema di voto plurimo in questo senso permetterebbe di soddisfare entrambi gli attori coinvolti: in primo luogo gli investitori, che necessitano dell’iniziativa imprenditoriale per investire i loro capitali, e in seconda istanza anche gli imprenditori, che potrebbero operare le proprie scelte avendo il controllo dell’azienda anche con una minoranza e potendo avere un orizzonte temporale con tempistiche più coerenti con quella dell’economia non finanziaria. Bernardo Bertoldi prosegue evidenziando il secondo importante fattore a sostegno del voto plurimo, ovvero la sua potenziale vantaggiosità per una nazione come l’Italia dove le imprese familiari sono sei su dieci tra quelle quotate in Borsa e sono il 50% di quelle con oltre 50 milioni di fatturato. Per queste aziende entrare sul mercato è un’opportunità per raccogliere fondi a costi più bassi e nei momenti più convenienti. L’introduzione di un sistema equilibrato di voto multiplo favorirebbe dunque l’imprenditorialità delle aziende familiari italiane. Queste inoltre partecipando in maniera significativa alla capitalizzazione di borsa garantirebbero maggiori possibilità di investimento e maggiore produttività. Bernardo Bertoldi conclude le sue considerazioni affermando che l’Italia gode di due grandi agevolazioni per un impiego ragionato del voto multiplo. La prima è un complesso normativo di corporate governance tra i migliori a livello europeo. La seconda è l’individuazione, nella gran parte delle imprese familiari, di un chiaro azionista di riferimento e garante dei provvedimenti intrapresi.

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Uscito nell'agosto del 2014, l'articolo pubblicato da Bernardo Bertoldi su Il Sole 24 Ore inquadra ad alti livelli la discussione intorno al tema del voto multiplo nell'ottica di un mercato finanziario mondiale profondamente cambiato rispetto ai decenni passati e di una utilità di fondo per il nostro Sistema Paese,...