Luigi Ferraris

Enel stima un leggero aumento dei ricavi tariffari nell’anno in corso per effetto del nuovo quadro regolatorio appena varato dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Come noto, l’Authority nella delibera del 29 dicembre scorso ha stabilito le nuove tariffe delle attività di distribuzione e misura (i contatori) dell’energia elettrica per il periodo 2012-2015, innescando tra le utility elettriche una corsa a misurarne gli effetti. La conclusione del gruppo guidato da Fulvio Conti, seppur «in base a stime preliminari» è sicuramente più diretta di quella espressa appena pochi giorni fa da Terna e senza dubbi positiva: ci sarà «un livello di ricavi tariffari per il 2012 in leggero incremento rispetto al 2011». Enel lo ha comunicato in una nota, ma lo ha anche dettagliatamente spiegato agli analisti in una conference call col direttore finanziario Luigi Ferraris e il responsabile regolamentazione, ambiente e carbon strategy Simone Mori. Buona la reazione del mercato che ha subito premiato il titolo con un rialzo dell’1,23%.
«Il nuovo quadro tariffario – ha esordito Luigi Ferraris – è più favorevole di quanto ci aspettassimo». Calcoli alla mano, ai piani alti di via Regina Margherita si riformulerà anche parte del piano industriale che verrà presentato a marzo a Londra, come di consueto, insieme al bilancio annuale d’esercizio. Quanto all’ammontare di questo leggero aumento, il cfo lo quantifica in circa 250milioni di euro, circa la metà dei quali generati dalla revisione del Wacc (il tasso medio di remunerazione del capitale investito) e fino a 90milioni di euro per effetto dell’X factor (il tasso di riduzione annuale dei costi riconosciuti). Quest’ultimo infatti sarà pari al 2,8% per le attività di distribuzione e al 7,1% per le attività di misura (erano rispettivamente l’1,9 e il 5% nel precedente periodo regolatorio 2008-2011). Vanno poi considerati altri 60-70 milioni dall’aggiornamento della Rab (Regulatory asset base, il capitale investito netto riconosciuto ai fini regolatori). In base ai nuovi meccanismi varati dall’Authority, infatti, il Rab riconosciuto a Enel Distribuzione dovrebbe attestarsi a 21,5 miliardi di euro rispetto ai 20,6 miliardi di euro con i quali si è chiuso il precedente periodo regolatorio 2008-2011. La cifra va considerata al netto del Rab riconosciuto alle attività di commercializzazione di Enel Servizio Elettrico, altri 400milioni di euro circa.
Tra le novità contenute nella delibera dell’Authority c’è anche una maggiorazione dell’1% sul tasso di remunerazione del capitale investito per tutti i nuovi investimenti effettuati a partire dal 2012. Il bonus è stato pensato per compensare lo sfasamento nei tempi tra l’investimento vero e proprio e il relativo riconoscimento nella tariffa. Per il cosiddetto Wacc sono previste anche altre maggiorazioni, comprese tra l’1,5 e il 2%, in base alla categoria d’investimento. Nel complesso, comunque, il Wacc base dovrebbe passare al 7,6 dal precedente 7%. Mantenuto, invece, il meccanismo di price cap che impatta sui costi operativi in quanto prevede l’aggiornamento annuale delle tariffe in base al tasso di inflazione.
Insomma, in casa Enel c’è una controllata ma visibile soddisfazione. Prima del gruppo di Conti era stata Terna a tirare le somme, riservandosi però il giudizio finale sui contraccolpi del nuovo quadro regolatorio. Dopo la pubblicazione della delibera dell’Aeeg, infatti, la spa dei tralicci ha stimato in 1,63miliardi di euro i ricavi attesi per il 2012, tirando un po’ il fiato dopo le prime, fosche reazioni alle bozze preliminari circolate dall’Authority.
La società guidata da Flavio Cattaneo deve ancora ultimare i calcoli su una componente della tariffa (la I2), per la quale l’extra-remunerazione è scesa all’1,5 dal precedente livello 2%. C’è poi da soppesare l’impatto di una quarta categoria d’investimenti ammessi alle tariffe maggiorate (I4), diretta ai sistemi di accumulo come le batterie. Per accedere a questa extra-remunerazione, però, i progetti dovranno prima passare al vaglio dell’Autorità.
Quanto, invece, al capitale investito netto riconosciuto ai fini regolatori (Rab), i tecnici di Terna lo stimano in 9,8milardi di euro, 9,6miliardi dei quali relativi all’attività di trasmissione e circa 200milioni relativi a quello di dispacciamento.

FONTE: Milano Finanza
AUTORE: Angela Zoppo

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