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Giovanni Lo Storto: “Nuovi specialisti per ridare slancio alla produttività”

L’editoriale di Giovanni Lo Storto per Il Sole 24 Ore

La maggior parte delle azioni che compiamo ogni giorno hanno un minimo comun denominatore: ogni gesto è una preparazione al futuro, che sia prossimo o distante. Spesso non ce ne accorgiamo, ma quando cuciniamo un piatto di pasta, ci prepariamo per un’azione successiva, quella di sederci a tavola a mangiare. Quando ci alleniamo, ci prepariamo per la partita della domenica. Quando gli studenti ripetono a voce alta in gruppo, si preparano a un esame. Per noi che lavoriamo nella formazione, è semplice condividere le parole dello storico israeliano Yuval Noah Harari, quando afferma che «dovremmo essere onesti con noi stessi e con i nostri figli e dire loro: non sappiamo come sarà il mondo nel 2050. L’unica certezza è che, fra trentanni, il mercato del lavoro ed il pianeta intero saranno imprevedibili, continuamente ed estremamente cangianti». È per questo che il laureato non potrà mai costruire tutta la sua carriera lavorativa sulla sua preparazione accademica, ma sarà costretto a continuare a studiare e a migliorarsi (lifelong learning), adattandosi ai cambiamenti del mondo. Il nodo cruciale risiede nella qualità, e nell’efficacia, che ogni minuto lavorato apporta all’azienda.

Una delle frontiere che il nostro Sistema Paese deve scavalcare è relativa alla scarsa produttività del lavoro, ovvero la limitata capacità delle imprese di generare surplus combinando i fattori della produzione attraverso nuove idee e tecnologie dei processi dell’innovazione. I dati Ocse del "Compendio degli indicatori sulla produttività", non sono rosei: tra il 2010 e il 2016 la produttività italiana, intesa come Pii per ora lavorata, è aumentata dello 0,14% medio annuo (peggio in Europa ha fatto solo la Grecia: -1,09%). Il lavoro crea oggi poco valore aggiunto: le aziende sono investite dalla Quarta rivoluzione industriale, che ha stravolto le regole del mercato del lavoro. C’è sempre più spazio però per professionalità, che rispondano alla richiesta delle aziende di preparare specialisti in grado di accelerare i meccanismi produttivi dell’impresa, di produzione di valore dei loro asset. Da figure come il sustainability officer e innovation officer, agli analisti dei dati e specialisti di cyber-sicurezza, la sfida del nostro sistema educativo è quella di riuscire a preparare figure come queste.

La produttività dell’impresa non può prescindere dalla qualità e dalla creatività del lavoratore, ma può essere aumentata dalla sua capacità di "creare reti" intorno a esso. È all’università che spetta il compito di formare anche "imprenditori delle relazioni", generalisti abili a collegare realtà diverse, come aziende e Pa, e specializzati duttili nella gestione dei rapporti istituzionali e della tutela degli interessi. Il capitale relazionale è centrale quanto quello culturale: permette di incrociare talento e opportunità. Il futuro del Paese passa dall’educazione di una classe dirigente che contribuisca allo sviluppo produttivo nazionale: è la sfida del nuovo percorso formativo in "Sistemi di Rappresentanza", che la Luiss Guido Carli ha costruito con Confindustria, in collaborazione con Sistemi formativi Confindustria e le scuole post-lauream dell’università.

Un Executive master imperniato attorno alla S di Sviluppo, Specializzazione, Supporto. Lo Sviluppo di competenze tecniche sulle strategie di impresa oggi deve essere affiancato a un approfondimento delle dinamiche organizzative e istituzionali del network associativo, cruciali per il miglioramento delle sinergie tra pubblico e privato. La Specializzazione trova respiro nelle Schools della Luiss. a seconda del piano di studi prescelto, tra le politiche e le relazioni industriali, le politiche pubbliche e fiscali, mantenendo viva l’attenzione su un approccio proattivo all’internazionalizzazione, che solidifica il tessuto imprenditoriale e amplia il numero di potenziali stakeholder. La creazione di valore tramite la formazione, finalizzata all’accelerazione della produttività deve partire dalla competenza, elemento centrale e indispensabile per fronteggiare le sfide e i cambiamenti del futuro del lavoro. Questa abilità specialistica troverà la sua spinta propulsiva dal confronto che gli studenti avranno con leader e top manager, da cui apprenderanno da vicino le tecniche di lobbying istituzionale e public affairs. Il Supporto di un coach qualificato permetterà ai nuovi manager di implementare field project in contatto diretto con le aziende del network Confindustria.

«Studia, apprendi e, mentre lo fai, mettiti subito alla prova»; un approccio all’apprendimento di tipo esperienziale, che in Luiss chiamiamo life largeleaming, e che trova applicazione in un Master in cui laboratori, business game e simulazioni incarneranno le palestre in cui prepararsi alla partita del futuro, da giocare in azienda e nella Pa. L’obiettivo di una nuova collaborazione formativa tra Università e mondo imprenditoriale fondale radici per la crescita di un Sistema Paese che ha necessità di progredire, ripartire, aumentare la produttività del lavoro e di farlo con e per i nostri giovani, driver della società per superare le frontiere dell’oggi e arrivare preparati al futuro.

Giovanni Lo Storto
Direttore Generale Luiss Guido Carli

FONTE: Il Sole 24 Ore
AUTORE: Giovanni Lo Storto

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