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Maurizio Tamagnini: il ruolo di FSI nell’evoluzione di Missoni

È il 2018 quando FSI decide di entrare nel settore della moda siglando una partnership con Missoni, storico marchio del Made in Italy e tra i più conosciuti a livello internazionale. La strategia messa in campo dalla realtà guidata da Maurizio Tamagnini, diventata proprietaria del 41,2%, si proponeva di modernizzare l’azienda, sviluppare il canale retail, allargare l’offerta dei prodotti e dare il via ad un processo di espansione internazionale, in particolare nelle regioni del Far East. L’ingresso di FSI, che oltre al contributo finanziario ha offerto anche competenze di tipo manageriale, ha portato anche alla nomina come CEO di Livio Proli. Prima di accettare il ruolo, il manager è stato protagonista di un’esperienza ventennale in Giorgio Armani. Sotto la sua guida, il brand ha subito diversi upgrade. In primis, la linea homeware “Missoni Home”, prima in licenza, è stata completamente internalizzata. Il nuovo CEO ha poi accelerato gli investimenti sul canale digitale. Nel 2021 sono diversi i traguardi raggiunti. Oltre a rinnovare la propria direzione creativa, il marchio del lusso ha fatto il suo ingresso nel mercato cinese aprendo un flagship store al Kerry Center di Shanghai, un WeChat Mini Program e un negozio su Tmall. Nell’evoluzione del brand spazio anche all’integrazione dei criteri ESG. Con il supporto della realtà guidata da Maurizio Tamagnini, negli ultimi tre anni Missoni si è impegnata concretamente su temi quali le condizioni di lavoro, il benessere dei dipendenti e la sostenibilità dei prodotti. In termini di impatto ambientale l’azienda, oltre a migliorare costantemente i processi produttivi con lo scopo di ridurre le emissioni di CO2 e l’utilizzo della plastica, riutilizza i materiali provenienti dalle collezioni precedenti, reinventandoli e dando vita a nuove linee sempre più sostenibili.

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