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Paolo Gallo (Italgas) a “Il Giornale d’Italia”: l’infrastruttura sarà pronta ad accogliere gas diversi in circa due anni

“Il nostro core business rimarrà la distribuzione del gas ma l’efficienza energetica inizierà a prendere un livello importante e contribuirà al fatturato per circa 400 milioni al 2028 con il contribuito a livello di EBITDA di circa 90 milioni”: sono le parole di Paolo Gallo, Amministratore Delegato di Italgas, rilasciate a “Il Giornale d’Italia”.
Durante la video intervista, l’AD ha parlato anche di trasformazione digitale, che fa parte delle attività quotidiane di Italgas già da tempo. “Per noi è sempre il cuore del piano industriale perché è quello che ci permette di rendere disponibile la rete per la transizione energetica”, ha spiegato il manager. “Poi c’è la parte di M&A, vogliamo crescere sia nell’efficienza energetica sia espandere il nostro network. La Grecia è un esempio”.
In Italgas ci sono le competenze e l’expertise per portare nuovo valore in ambiti importanti come quelli dell’efficientamento energetico, dell’acqua, oppure in nuovi territori. Al centro di questo ambizioso progetto ci sono le persone, con le loro capacità e il loro know-how, su cui Italgas punta e continua a lavorare attraverso corsi di formazione e il costante assorbimento di nuove risorse.
Come sottolineato da Paolo Gallo, questa linea di pensiero è coerente con i dettami della commissione europea, che auspica non solo una infrastruttura del gas solida, ma anche pronta ad accogliere gas diversi entro il 2050. “Noi saremo pronti molto prima”, ha dichiarato l’AD, “dobbiamo aspettare un anno e mezzo, due al massimo”.
La Grecia, ha sottolineato, è un punto di riferimento importante e contribuirà in modo significativo alla futura crescita in termini di EBITDA. L’efficienza energetica, inoltre, ha tutte le potenzialità per diventare un business significativo.

Per maggiori informazioni:
https://www.ilgiornaleditalia.it/video/economia/377955/italgas-paolo-gallo-l-infrastruttura-del-gas-deve-essere-pronta-ad-accogliere-gas-diversi-al-2050-noi-saremo-pronti-in-due-anni.html

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