È stato presentato ufficialmente lo scorso 22 settembre presso l’Energy House, la nuova sede milanese di Snam, il nuovo osservatorio Polaris. “Anche in ambito energetico disponiamo di dati in abbondanza: la vera sfida è fare ordine e trasformarli in conoscenza allargata, mettendo in relazione fenomeni che spesso vengono letti separatamente, e restituendo così all’opinione pubblica una visione oggettiva e di sistema”, ha sottolineato Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Snam. “Polaris risponde proprio a questa esigenza, e alla nostra volontà di stimolare una discussione informata e non ideologica sul gas e sull’energia, materie quanto mai delicate e articolate, legate strettamente alla sicurezza nazionale”, ha spiegato il CEO.
Focus su Polaris: cos’è il nuovo osservatorio di Snam
Il nuovo osservatorio nasce nell’ambito del percorso di educazione energetica avviato da Snam per diffondere una maggiore conoscenza del settore e delle relative complessità in modo fattuale e oggettivo. Pubblicato mensilmente sul sito di Snam, fornisce dati, analisi e trend aggiornati sul sistema energetico italiano, con particolare attenzione al gas, prendendo in esame diversi indicatori tra cui:
• la composizione del mix energetico;
• l’evoluzione della domanda di gas;
• la generazione elettrica da gas e da altre fonti;
• il livello di riempimento degli stoccaggi;
• le importazioni di gas attraverso gasdotti e via nave;
• le principali dinamiche del sistema energetico nazionale.
L’obiettivo di Polaris è restituire una lettura d’insieme di un sistema energetico in cui fonti e infrastrutture sono sempre più strettamente interconnesse. Accanto all’aggiornamento mensile, l’osservatorio prevede inoltre quattro approfondimenti annuali, in programma a gennaio, aprile, luglio e ottobre, dedicati di volta in volta a una specifica dinamica di medio periodo ritenuta significativa per interpretare gli equilibri e l’evoluzione del sistema energetico nazionale.
I dati al 31 agosto 2026
Nel corso dell’evento di presentazione, a cui hanno preso parte anche Marco Alparone, Vicepresidente della Regione Lombardia, e Alessandro Noce, Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, è stato presentato l’aggiornamento più recente di Polaris, che fotografa la situazione al 31 agosto 2026: i dati confermano la solida capacità di risposta del sistema energetico italiano agli shock internazionali. Gli stoccaggi di gas hanno superato l’85%, oltre 15 punti percentuali al di sopra della media europea: un risultato che colloca il Paese al primo posto nell’Unione europea per volume di gas già immagazzinato e rafforza la posizione del sistema nazionale in previsione dell’inverno. Secondo le stime, il livello di riempimento raggiungerà il 90% entro la fine di ottobre, con un livello superiore alla media europea.
Un altro dato significativo che emerge dal report riguarda la domanda di gas, cresciuta ad agosto del 15% su base annua, principalmente a causa di un maggiore ricorso alla generazione elettrica a gas: una dinamica legata alle alte temperature estive, all’aumento dei consumi per il raffrescamento e a una produzione idroelettrica inferiore alle attese. È l’aumento percentuale più elevato registrato dall’inizio dell’anno, in continuità con i rialzi già rilevati a maggio, giugno e luglio, anch’essi riconducibili a fattori analoghi. Estendendo lo sguardo ai primi otto mesi del 2026, la domanda complessiva di gas ha invece segnato una crescita del 2%. Nello stesso periodo sono aumentate anche le importazioni, che hanno registrato un +1%, con un contributo particolarmente significativo del gas naturale liquefatto, in crescita del 5%, favorito dalla maggiore diversificazione delle rotte di approvvigionamento.
Agostino Scornajenchi: Polaris per orientarsi nella complessità dell’energia
Polaris nasce quindi con l’obiettivo di rendere più accessibili e comprensibili informazioni e dati che vengono spesso analizzati separatamente ma che invece è fondamentale interpretare in modo integrato, così da restituire una visione più completa della complessità del settore energetico. Non è casuale, quindi, la scelta del nome, che richiama la funzione della Stella Polare come punto di riferimento e di orientamento, come ha spiegato anche il CEO Agostino Scornajenchi: “Lo abbiamo chiamato Polaris perché vuole offrire la possibilità di orientarsi nella complessità che, anche alla luce dell’attuale contesto internazionale, caratterizza sempre di più il nostro settore”.
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