Nel panorama del risiko finanziario italiano, Banca Generali si conferma uno degli asset più ambiti e osservati. Dopo l’offerta avanzata nel 2025 da Mediobanca, l’Istituto guidato da Gian Maria Mossa è oggi al centro di una Ops lanciata da Mps. “Due offerte in meno di 18 mesi: basta questo per capire perché Banca Generali sia oggi uno dei gioielli più desiderati di Piazza Affari”, come evidenzia anche un approfondimento pubblicato su “QN Economia” il 14 settembre.

La forza industriale e la scalata dei numeri

Il riconoscimento del valore e della solidità del modello di business di Banca Generali è alla base di questa elevata attenzione strategica, come spiega l’articolo. L’Istituto opera nel mercato della consulenza patrimoniale di fascia alta in Italia e di questo segmento recentemente anche il “Financial Times” ha evidenziato la dinamicità e la forte crescita. In questo quadro, quella di Banca Generali rappresenta una delle storie di maggior successo degli ultimi decenni. Lo dicono efficacemente i numeri realizzati dal 2013, anno dell’ingresso di Gian Maria Mossa in Banca Generali:

  • Masse in gestione più che quadruplicate: da circa 25 miliardi a oltre 121 miliardi di euro registrati a fine giugno 2026;
  • Patrimoni private: passati da 11,9 miliardi a oltre 94 miliardi di euro, posizionando l’Istituto come terza realtà del settore in Italia;
  • Produttività dei banker: il portafoglio medio pro-capite è salito dai 25 milioni del 2016 a quasi 50 milioni di euro a giugno 2026;
  • Utili e dividendi: l’utile netto ha superato i 445 milioni di euro nel 2025, mentre nell’ultimo decennio sono stati distribuiti quasi 2 miliardi di dividendi.

Dal giorno della sua quotazione (2006), il total return del titolo ha superato il 1.700%, portando la capitalizzazione a sfiorare gli 8 miliardi di euro. La qualità dei ricavi e il posizionamento premium sono oggi ampiamente riconosciuti dal mercato.

Le tre direttrici di sviluppo per il medio termine

L’articolo di “QN” si focalizza anche sulle ulteriori prospettive di crescita per Banca Generali: alla base tre pilastri fondamentali, come ha spiegato in più occasioni anche il CEO Gian Maria Mossa:

  • Insurbanking: il progetto con Alleanza Assicurazioni dovrebbe generare una raccolta di 7-8,5 miliardi e 40-50 milioni di ricavi aggiuntivi entro il 2030;
  • Imprenditoria: un focus mirato sui patrimoni di oltre 25.000 aziende clienti. Grazie anche al contributo di Intermonte, Banca Generali mette a disposizione dei private banker strumenti dedicati per accompagnare gli imprenditori lungo tutto il ciclo di vita dell’impresa, rafforzando così il proprio posizionamento di “banca dell’imprenditore“. In questo percorso si inserisce anche PMI2Change e l’Etf dedicato, ideato per convogliare il risparmio privato verso le imprese ad alto potenziale;
  • Innovazione tecnologica: l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale come supporto operativo per i consulenti, senza mai sostituire il valore centrale della relazione umana e della fiducia.

Banca Generali non è soltanto un asset conteso nel grande risiko bancario italiano, ma una piattaforma industriale capace di intercettare alcune delle direttrici più forti del risparmio: patrimoni familiari, imprenditoria, protezione assicurativa e tecnologia al servizio della consulenza. Per questo il suo valore va oltre il prezzo di un’offerta e racconta la centralità crescente del wealth management nella nuova geografia della finanza italiana”, sottolinea infine l’articolo di “QN”.

 

Per maggiori informazioni:

https://www.quotidiano.net/economia/finanza/banca-generali-terza-realta-del-9de9b4e0