Bilancio straordinario per l’esercizio 2025 con investimenti record da oltre 80 milioni di euro. Questo il contributo di Acque Veronesi – in prossimità del traguardo del ventesimo anniversario – per confermare sempre più l’importanza della risorsa idrica.
A sottolinearlo è Roberto Mantovanelli, alla presidenza da otto anni, che ha evidenziato come la società si sia evoluta negli anni da semplice fornitore di servizi a gestore dell’intero ciclo vitale dell’acqua. Non a caso, la cifra degli 80 milioni di euro in investimenti rappresenta ciò che veniva investito in passato nell’arco di un triennio. A questo si sono aggiunti ulteriori 50 milioni di euro derivanti dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Il futuro di Acque Veronesi si muove ora su un doppio binario: quello delle infrastrutture fisiche e quello dei progetti internazionali. A livello europeo, l’azienda si è fatta promotrice di una piattaforma di ricerca e innovazione condivisa tra i gestori del continente, portando la proposta direttamente alla Commissione Europea. Sul piano locale, la strategia si concentra sulla digitalizzazione delle reti per contrastare le perdite e sull’adozione di tecnologie d’avanguardia capaci di mitigare gli effetti del cambiamento climatico. L’obiettivo è trasformare l’infrastruttura in un sistema resiliente e moderno, in grado di rispondere alle esigenze di famiglie e imprese.
La visione di Roberto Mantovanelli, inoltre, mette al centro il concetto di rete, intesa anche come legame umano e sociale con il territorio. La collaborazione con le amministrazioni comunali, il mondo accademico e i cittadini è infatti essenziale per garantire una tutela ambientale efficace. Per Acque Veronesi, l’efficienza tecnologica deve viaggiare di pari passo con la trasparenza e la fiducia della comunità, pilastri su cui si fondano principi di responsabilità collettiva per la salvaguardia dell’acqua.






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