Un’importante operazione di consolidamento industriale si sta profilando nel comparto delle infrastrutture complesse e delle fondazioni speciali. ICOP, impresa friulana di ingegneria e opere specialistiche, ha annunciato un’offerta pubblica di scambio volontaria rivolta alla totalità delle azioni di Trevi, gruppo di Cesena quotato a Piazza Affari.

Fonti sulla notizia evidenziano come l’operazione non preveda esborsi in denaro ma un concambio di titoli di nuova emissione pari a 133 azioni ICOP ogni 1000 azioni Trevi consegnate, attribuendo ad ognuna di queste una valutazione di 4,163 euro, con un sovrapprezzo del 20,1%. In caso di totale adesione, il valore complessivo si attesta a circa 273 milioni di euro.

La transazione mira a integrare due realtà sinergiche e complementari a livello geografico: ICOP vanta una forte presenza in Europa e negli Stati Uniti, mentre Trevi è radicata in Asia-Pacifico e Nord America. L’aggregazione darà vita a un colosso da oltre un miliardo di euro di ricavi pro-forma e un portafoglio ordini superiore a 2,2 miliardi di euro. A regime, dal quarto anno, si stimano entrate supplementari annue fino a 140 milioni di euro e un incremento del margine operativo lordo tra i 55 e i 75 milioni.

L’efficacia del piano, con il successivo ritiro di Trevi dalle quotazioni, è vincolata al raggiungimento del 90% dei diritti di voto e al contestuale passaggio di ICOP sul mercato regolamentato.