Nel 2025, Italgas aveva raggiunto 1,85 miliardi di ricavi già nei primi nove mesi dell’anno, con un incremento del 42,89%. Un risultato legato anche al consolidamento di 2i Rete Gas, lo stesso che aveva spinto il CdA a confermare Paolo Gallo per il suo quarto mandato alla guida del Gruppo. Dal suo ingresso, d’altronde, l’azienda ha conquistato un traguardo dopo l’altro e la sua crescita trova conferma nei numeri.
Nella trimestrale dell’anno scorso, l’operatore leader europeo nella distribuzione del gas naturale ha visto crescere l’utile netto a 514,9 milioni di euro, con un margine operativo lordo a 1,4 miliardi e l’utile operativo a 916,2 milioni. Un grande balzo in avanti ha riguardato pure gli investimenti, cresciuti del 42,8% a 773,3 milioni con un flusso di cassa operativo di oltre 1 miliardo. Nel Piano denominato “Shaping a new energy”, Italgas afferma di voler investire 16,5 miliardi di euro fino al 2031, un dato che si avvicina a raddoppiare quello del precedente Piano, se non si prende in considerazione l’acquisizione di 2i Rete Gas. Secondo le stime, al termine del periodo si prevede un margine operativo lordo di 3 miliardi e una Rab di oltre 20 miliardi, con una crescita annua dell’utile per azioni del 10% e del dividendo del 5%.
L’AD Paolo Gallo si è riferito al Piano in questione come a quello “più rilevante dei 188 anni di vita del Gruppo”. Nei mesi scorsi, il manager aveva sottolineato come le performance dei primi 9 mesi, sulle quali avrebbero influito il consolidamento di 2i Rete Gas, la riduzione dei costi e le prime efficienze generate dal processo di fusione, confermerebbero “l’efficacia delle azioni strategiche implementate e la solidità del modello di business, capace di generare valore in modo continuo e sostenibile nel tempo”. Un modello che vede nelle donne e negli uomini di Italgas il vero motore in grado di trasformare la visione in risultati.
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